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Che profilo sei?
Dopo aver risposto all’intervista, ti è stato comunicato un profilo di appartenenza. Scopri le caratteristiche del tuo profilo di cittadino e a quale gruppo appartieni. Ti ci ritrovi? Faccelo sapere scrivendoci in email o sul nostro Instagram @saichepuoi !
(A) Quelli che vedono nella libertà e nell’azione collettiva una via per cambiare la città:

L’ecociclista
Vivi la città in modo leggero: ogni pedalata è una scelta politica.
Vivi la città in modo leggero, in bici o a piedi, credendo che la libertà non stia nel possedere ma nel muoversi senza lasciare tracce. Per te, la città ideale è fatta di aria pulita, verde accessibile e percorsi sicuri per tutti. Come ecociclista, unisci la concretezza del gesto quotidiano con un forte senso etico: ogni pedalata è una scelta politica, ogni strada liberata dalle auto un piccolo atto di libertà collettiva.

Il pedone socievole
Difendi le panchine e gli spazi pubblici come luoghi di comunità.
Ami la vita di quartiere e camminare senza fretta. Per te la città è fatta di incontri, chiacchiere, bar all’angolo e bambini che giocano. Credi che la socialità spontanea sia la base di una città sana e felice. Sei il primo a difendere le panchine e gli spazi pubblici come luoghi di comunità.

Il visionario di quartiere
Sei pragmatico sognatore: ogni cambiamento inizia dal basso, un isolato alla volta.
Immagini una Milano più bella, verde e umana. Hai idee, energia e il desiderio di condividere progetti concreti: orti, giardini diffusi, strade scolastiche, cortili aperti. Non sei attivista puro, ma pragmatico sognatore: sai che ogni cambiamento inizia dal basso e si costruisce insieme, un isolato alla volta.

L’ecologista inaspettato
Ti muovi in modo sostenibile per abitudine, non per principio.
Non usi l’auto, ma non ami quando i politici parlano di ecologia. Ti muovi in modo sostenibile per abitudine o convenienza, non per una questione di principio. Anche se non ti definisci un ecologista, fai bene alla città con le tue scelte.

L’ecopioniere
Verde e clima per te sono la stessa urgenza: più alberi, meno auto, zero compromessi.
Per te verde e clima sono due facce della stessa medaglia. Vuoi più alberi, più parchi, meno CO₂ e meno auto: non è solo estetica, è urgenza. Ogni aiuola conquistata allo spazio stradale è un piccolo atto politico, ogni zona pedonalizzata un passo verso la città che immagini. Sei tra i profili più coerenti: ciò che pensi corrisponde a ciò che chiedi, e lo fai con convinzione e senso di responsabilità collettiva.
(B) Quelli che cercano equilibrio tra benessere comune e ordine; sostengono il cambiamento se percepito come “armonioso”:

L’automobilista illuminato
Sei consapevole delle tue contraddizioni, impegnato a ridurle passo dopo passo.
Usi l’auto ma riconosci che qualcosa deve cambiare. Partecipi a progetti di riduzione dell’impatto ambientale e sperimenti alternative come il car sharing o il telelavoro. Sei il ponte tra due mondi: consapevole delle proprie contraddizioni, ma sinceramente impegnato a ridurle passo dopo passo.

L’amante del verde quieto
Sogni una città più verde e meno rumorosa, con giardini silenziosi.
Sogni una città più verde e meno rumorosa. Ami il profumo degli alberi, i giardini silenziosi e gli spazi curati. Temi che la vivacità urbana diventi caos. Vuoi più natura, ordine, e rispetto dei ritmi lenti della vita di quartiere.

L’ambientalista selettivo
Sei pragmatico: appoggi le cause ambientali ragionevoli, senza sacrificare la qualità della vita.
Sei sensibile ai temi ambientali, ma dipende dai singoli casi. Appoggi le cause che ritieni ragionevoli e praticabili, evitando quelle che consideri infattibili. Sei un cittadino pragmatico: vuoi contribuire al cambiamento, ma con misura e senza sacrificare la qualità della vita quotidiana.

L’estroverso zen
Desideri vicinanza, ma anche silenzio e armonia: un giardino condiviso.
Vivi la socialità come un gesto misurato. Desideri vicinanza, ma anche silenzio e armonia. La tua città ideale è un giardino condiviso dove si può stare insieme senza disturbarsi. Accetti i cambiamenti solo se portano equilibrio: credi nella bellezza delle piccole relazioni e delle cose fatte con cura.

Il minimalista urbano
Senza auto ma senza caos: la tua città ideale è sostenibile e silenziosa.
Vivi la città in silenzio e senza auto: non ti mancano i motori, ma non cerchi nemmeno la piazza animata. Il tuo ideale è la strada percorribile a piedi, ordinata e tranquilla, dove la sostenibilità non significa festeggiare ma respirare. Non sei contro il cambiamento, ma vuoi che avvenga senza stravolgere la quiete del quartiere. Il verde ti piace, purché sia silenzioso.
(C) Quelli che cercano stabilità e tranquillità; vogliono un miglioramento senza scosse:

Il tradizionalista silenzioso
La quiete è la tua priorità; temi l’imprevisto e la perdita di controllo.
La quiete è la tua priorità. Per te la città è casa solo se è tranquilla e familiare. Hai paura che il cambiamento possa compromettere l’equilibrio raggiunto. Non sei necessariamente contrario a tutto, ma temi l’imprevisto e la perdita di controllo. Convincerti richiede fiducia e risultati concreti.

L’ecologista prudente
Apprezzi il verde senza rivoluzioni, preferisci piccoli miglioramenti graduali.
Apprezzi il verde, ma vuoi ottenerlo senza rivoluzioni. Preferisci piccoli miglioramenti graduali alle trasformazioni radicali. Hai bisogno di tempo per valutare eventuali cambiamenti, ma li sostieni con fermezza se vedi che funzionano e non alterano il tuo comfort.

L’automobilista di sobborgo
Guidi per necessità, non per orgoglio; non sopporti il disordine.
Guidi per necessità, non per orgoglio. Non sopporti gli schiamazzi e il disordine, ma il rumore del traffico non ti disturba. Il tuo attaccamento all’auto è soprattutto pratico: se trovassi alternative fattibili, potresti cambiare abitudini.

L’automobilista riflessivo
A volte l’auto ti sembra inutile, altre irrinunciabile: sei nel mezzo, e forse è la posizione più onesta.
Non sai bene da che parte stare, e forse è la posizione più onesta di tutte. A volte l’auto ti sembra inutile, altre volte irrinunciabile. Conosci i problemi che crea in città, ma non riesci del tutto a immaginarne l’assenza. Sei nel mezzo di una transizione che non hai ancora completato: né automobilista convinto né paladino della mobilità sostenibile. Il cambiamento potrebbe partire da te, se qualcosa ti desse la spinta giusta.
(D) Quelli che difendono la propria libertà quotidiana e non vogliono imposizioni dall’alto:

Il tradizionalista a quattro ruote
L’auto è parte della tua identità; vedi ogni riduzione di sosta come perdita di libertà.
L’auto è parte della tua identità. La città deve adattarsi alle esigenze di chi guida, non il contrario. Vedi ogni riduzione di sosta o corsia come una perdita di libertà. Provi nostalgia per la città del passato, in cui le auto potevano andare e parcheggiare ovunque.

L’automobilista da bar
Sei conviviale e pragmatico: la macchina è estensione dello spazio sociale.
Conviviale, ironico, pragmatico. Ami il bar, l’auto, la chiacchiera. La macchina è per te un’estensione dello spazio sociale. Non sei contro l’ambientalismo, ma difendi la libertà di ognunə di vivere la città a modo proprio. Potresti cambiare mezzo solo se ti permettesse di andare al bar comodamente.

Il socievole “zero sbatti”
Ami la compagnia, ma non la fatica di costruire: maggioranza silenziosa.
Partecipi agli eventi solo se invitato. Ami la compagnia, ma non la fatica di costruire qualcosa di nuovo. Rappresenti la maggioranza silenziosa: osservi, commenti, ma non ami esporti. Partecipi solo se ti senti coinvolto emotivamente dalla causa.

Il riformista cauto
Credi nel cambiamento ma chiedi competenza e gradualità.
Credi che il cambiamento sia giusto, ma diffidi delle soluzioni semplicistiche. Chiedi competenza e gradualità. Sei un interlocutore prezioso: se conquistato, diventi sostenitore solido e costruttivamente critico dei progetti urbani.

L’automobilista sincero
Sostieni la sostenibilità ma non rinunci al volante: contraddizione inevitabile.
Sostieni il concetto di sostenibilità, ma non sei pronto a rinunciare al volante. A volte ti senti in colpa, ma credi anche che questa contraddizione sia inevitabile. Valuti le alternative, ma solo se le reputi credibili e se non ti fanno sentire di aver perso qualcosa.
