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Milano è piena di spazi che sembrano vuoti – o svuotati.
Li hai mai notati davvero?

Sono luoghi abbandonati, interrotti, dimenticati. Eppure custodiscono frammenti preziosi: tracce di vite, storie, possibilità.

Ogni vuoto è un tesoro nascosto. Un invito a immaginare cosa potrebbe diventare. Un pezzo di città che aspetta solo di essere riaperto, riscoperto, restituito.

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Milano: frenetica, fitta di eventi e riti sociali, di palazzi, infrastrutture, antiche cascine, grattacieli audaci. La sentiamo piena, anche troppo.

Ma Milano è disseminata di posti vuoti – o meglio, svuotati. Ci hai mai fatto caso?

L’occhio ci si è abituato fino a perderli di vista, e se non spiccano per fatti di cronaca, si fanno invisibili.

E intanto il consumo di suolo cresce a dismisura (ISPRA 2025): costruiamo senza sosta, e un mattone alla volta, espelliamo chi non può permettersi il costo di quella “rigenerazione” nel proprio quartiere.

Abbiamo un gran bisogno di abitazioni a prezzi accessibili. Abbiamo anche bisogno di spazi di aggregazione disinteressati in cui intessere relazioni e costruire comunità.

È in questo contesto che i grandi luoghi vuoti e abbandonati sono un’occasione persa.

Prima di creare nuovi quartieri, prima di costruire altri palazzi a discapito del verde, perché non ripartiamo da quei luoghi che custodiscono le nostre storie?

Per ricominciare a vederli.
Per raccontarceli, provando a ricucire la memoria del territorio e delle comunità.
E infine, per reimmaginarli insieme.

Con APRITI VUOTO! partiamo da questi luoghi dimenticati per scoprire la ricchezza di Milano, e riappropriarcene.

Ed è qui che entri in gioco tu.

Conosci anche tu un luogo vuoto?
Un luogo abbandonato, “ingombrante”: un intero edificio, per esempio.
Se ti va di raccontarcelo, per cominciare lo pubblicheremo qui, insieme agli altri.
Poi insieme possiamo immaginare cosa potrebbe diventare!

Questa mappa non è che un inizio. Puoi riempirla anche tu.

Magazzini della Stazione Centrale

Magazzini della Stazione Centrale

Via Sammartini, Milano, 20125

Quando, all'inizio degli anni 30, fu costruita la Stazione Centrale, furono creati degli spazi a livello stradale per lo stoccaggio e la distribuzione delle merci. Si tratta di oltre 100 spazi per una superficie di 40.000 metri quadri, distribuiti per...

Pala Trussardi

Pala Trussardi

Milano, Via Antonio Sant'Elia 33, 20151

Palazzetto per eventi e spettacoli allestito nel 1986 dopo il crollo del Palasport di San Siro. L’edificio è ormai in decadimento dal 2011. L'ipotesi di riqualificazione legata alle Olimpiadi del 2026 è tramontata a seguito dell'abbandono del progetto.

Ospedale militare di Baggio

Ospedale militare di Baggio

Milano, 20147, via Simone Saint Bon 7

Parte di un grande comparto militare realizzato tra il 1929 e il 1931. Lo spazio è stato in gran parte abbandonato dopo la fine del servizio di leva (anni 2000). Solo i padiglioni a sud su via Berna sono ancora...

Casello daziale

Casello daziale

Milano, 2142, Via Chiesa Rossa 275

Antico casello daziario costruito intorno al 1900, affacciato sul Naviglio Pavese. Successivamente, trasformato in Civiche depositerie economali e poi abbandonato. Oggi l'edificio si trova in grave stato di degrado. Da anni si discute di un suo abbattimento e della trasformazione...

Ex sede BNL SAI

Ex sede BNL SAI

Via Senigallia, 20161, Milano MI

Composta da 4 edifici di 10 piani ciascuno, era la sede della banca BNL SAI e di altre aziende, ma da più di 15 anni l’intero complesso è vuoto.

Stazione Fantasma

Stazione Fantasma

Via Pietro Giordani, 20147, Milano

Sulla carta avrebbe dovuto essere la grande stazione di Milano Sud, a uso di migliaia di pendolari. Progettata nel 1983 da Aldo Rossi, non è mai stata terminata. L'apertura era prevista per i primi anni ‘90, ma nel 1991 i...

Ex Hotel Pasteur

Ex Hotel Pasteur

Via Guido Guinizelli, 22, 20127 Milano MI

L'hotel viene chiuso nel 2015. Nei primi anni 2000 partono lavori di ristrutturazione ma mai portati a termine. Nel febbraio 2020 l’edificio è stato usato come set per una serie tv sull’omicidio di Pierluigi Torregiani, scelto perché la ex gioielleria...

Agorà, Palazzo del Ghiaccio

Agorà, Palazzo del Ghiaccio

Via dei Ciclamini, 23, 20147 Milano MI

Nel 1989 nasce per volere di Renato Massa (ex Presidente dell'Hockey Club Milano) e di sua moglie Rosa Bianco Selvaggio con il nome di Palacandy. Dal 18 gennaio 2023 la struttura è chiusa in attesa di riqualificazione e nuova gestione....

Ex cinema Arti

Ex cinema Arti

Via Pietro Mascagni, 8, 20122 Milano MI

Negli anni ‘30 del 900 nasce come Casa del Dirigente dell’Opera Nazionale Balilla. Negli anni ‘50 si trasforma in cinema. Nel 2011 viene chiuso definitivamente.  A fine estate 2025 sono iniziati i lavori di demolizione per la costruzione di un...

Magazzini della Stazione Centrale

Magazzini della Stazione Centrale

Via Sammartini, Milano, 20125

Storia del luogo

Quando, all'inizio degli anni 30, fu costruita la Stazione Centrale, furono creati degli spazi a livello stradale per lo stoccaggio e la distribuzione delle merci. Si tratta di oltre 100 spazi per una superficie di 40.000 metri quadri, distribuiti per due chilometri lungo via Sammartini e via Ferrante Aporti. Con l'abbandono del trasporto merci su rotaia i magazzini vennero progressivamente destinati ad attività commerciali artigianali o di vendita all'ingrosso. Dagli anni 70 i Magazzini sono stati progressivamente abbandonati. Dal 2000, i contratti di affitto non sono più stati rinnovati, e oggi solo 13 spazi su oltre 100 sono occupati, mentre il resto si trova in stato di abbandono e degrado. La proprietà dei Magazzini è delle Ferrovie dello Stato. Una parte dei magazzi dovrebbe ospitare in futuro Dropcity, un Centro di Architettura e Design.

Una storia

Da qualche anno abito a pochi passi di distanza e vivo la via e la stazione quotidianamente. La Stazione Centrale e le gallerie connesse sono un punto di riferimento per chi attraversa questa zona, sia da un punto di vista semplicemente geografico e di orientamento che simbolico. Purtroppo non ho ricordi diretti dei magazzini ancora in uso, ma li rivivo nelle parole di mia madre, che vive a Milano da fine anni 70 e racconta di questi magazzini brulicanti di vita e attività. Ben conscia che recentemente siano stati fatti progetti artistici e culturali per ravvivare alcuni di questi spazi, per alcuni giorni l’anno, mi piacerebbe che venissero utilizzati anche in modi meno elitari, vorrei vedere botteghe e attività commerciali dal basso, spazi sociali, progetti sviluppati per la comunità e non con un approccio di gentrificazione. Ho letto di progetti di riqualificazione che li riguardavano, ma sono naufragati o non se ne parla…

Racconto di Marta

Pala Trussardi

Pala Trussardi

Milano, Via Antonio Sant'Elia 33, 20151

Storia del luogo

Palazzetto per eventi e spettacoli allestito nel 1986 dopo il crollo del Palasport di San Siro. L’edificio è ormai in decadimento dal 2011. L'ipotesi di riqualificazione legata alle Olimpiadi del 2026 è tramontata a seguito dell'abbandono del progetto.

Una storia

Posso ancora sentirlo vibrare sotto i nostri piedi saltanti a suon di Bandabardò o Modena City Ramblers. Un luogo dove entravi con un biglietto a poco per ascoltare musica e divertirti. E' stato il luogo dove ho visto i primi concerti con amici e amiche. Che fossero i REM o i mitici concerti della festa dell'Unità o di Rifondazione, credo sia stato uno dei luoghi dove mi sono più divertita di più da adolescente. Era facile da raggiungere: in bici, con la metro o in macchina. Per lo più andavamo tutti insieme al concerto o a volte ci davamo appuntamento direttamente lì. Nel 1998 Radio Popolare aveva organizzato il PalaCucco per guardare tutti insieme le partite di calcio e socializzare...è stata una delle prime uscite insieme a quello che è poi diventato mio marito. Da qualche parte dobbiamo ancora avere la maglietta con il logo giallo e nero della radio. Mi piacerebbe fosse ancora un luogo per feste meravigliose, ma non credo la città andrà in questa direzione. Si era detto che potesse essere il palazzetto dell'hockey per le olimpiadi, ma non se ne è fatto nulla. Poi è uscito un bando del Comune per costruire degli alloggi di edilizia residenziale sociale calmierata e immagino che sarà un'area molto appetibile per i costruttori. Sarebbe bello che più che per speculazione si mantenesse la sua vocazione di luogo di incontro per i giovani, chissà magari in un angolo pieno di musica a tutto volume.

Racconto di Stefania

Ospedale militare di Baggio

Ospedale militare di Baggio

Milano, 20147, via Simone Saint Bon 7

Storia del luogo

Parte di un grande comparto militare realizzato tra il 1929 e il 1931. Lo spazio è stato in gran parte abbandonato dopo la fine del servizio di leva (anni 2000). Solo i padiglioni a sud su via Berna sono ancora utilizzati come centro ospedaliero militare. Attualmente, la struttura è animata esclusivamente da progetti d'uso temporaneo, come quello di Alcova, che tornerà a occuparne gli spazi in occasione del Fuorisalone 2026.

Una storia

É un grande pezzo di terra del quartiere in cui vivo che si sottrae alla vita cittadina per via delle mura che lo circondano su tutti i lati, dei cancelli incatenati, e dei cartelli che segnalano “zona militare, limite invalicabile”. Questa distanza imposta va in direzione contraria alla curiosità che suscitano la maestosa vegetazione e i tetti delle palazzine in stile Decò che sbucano dietro le mura. In occasione del fuori salone del 2021 e 2022 Alcova si é avvalsa di parte dell’ospedale militare come spazio espositivo, rendendo accessibili e visitabili tre edifici storici che ospitavano la casa delle suore, la cappella e la lavanderia. Era la prima volta che ci entravo ed é stato per coincidenza anche il primo luogo di Milano in cui ho portato il mio fidanzato non milanese. Entrare in un luogo fino a quel momento segreto e scoprirlo pieno d’arte é stato speciale. Mi piacerebbe che in futuro ciascuna delle tante palazzine fosse dedicata a una forma d’arte a cui le cittadine e i cittadini possano accedere come spettatrici e spettatori, artist* e alliev*.

Racconto di Allegra

Casello daziale

Casello daziale

Milano, 2142, Via Chiesa Rossa 275

Storia del luogo

Antico casello daziario costruito intorno al 1900, affacciato sul Naviglio Pavese. Successivamente, trasformato in Civiche depositerie economali e poi abbandonato. Oggi l'edificio si trova in grave stato di degrado. Da anni si discute di un suo abbattimento e della trasformazione dell'area in un complesso residenziale.

Una storia

Mi capitava spesso di passare in auto davanti a quell'alto muro perimetrale degradato; un giorno di circa sette anni fa, decisi di scoprire cosa si nascondesse al proprio interno. Arrampicatomi, sono rimasto piacevolmente sorpreso nell’individuare una casetta datata immersa nel verde, dall’architettura anomala rispetto alla consuetudine milanese. Un’unica insegna all’esterno citava “Comune di Milano, civiche depositerie economali”. Ho così deciso di andare a fondo per capire se vi potesse essere la possibilità di poterla far “rivivere”, magari assegnandola tramite bando a qualche associazione virtuosa. Sforzi cui ahimè dovetti rinunciare non ottenendo risposte in merito. Creai anche un rendering, affinché con la pubblicazione sui social, la gente potesse scoprire quel luogo così particolarmente interessante. Di recente circolò un progetto che si proponeva ahimè di costruire un complesso abitabile proprio su quel area, per altro vicina alla cascina storica Basmetto. Ritornai così ad immergermi nello studio, scoprendo dal catasto di Milano del 1946, che quella struttura che si affaccia sul Naviglio Pavese altri non era che un casello daziario del 1900. Per altro, grazie all’aiuto dell’appassionato storico Gabriele dell’Olio, venni a sapere che ve ne era un altro molto simile sito in prossimità di viale Monza datato 1920. Ultimamente con il Comitato Basmetto locale, abbiamo creato un documento per opporci all’abbattimento della casetta. Nello stesso tempo, abbiamo organizzato una visita allo stabile che da quanto lo fotografai nel 2019, purtroppo ora giace in un avanzato stato di degrado. Il sogno di poterlo recuperare sarebbe bellissimo, anche perché sarebbe un peccato far sparire una testimonianza storica così rara nelle nostre periferie.

Racconto di Mario

Ex sede BNL SAI

Ex sede BNL SAI

Via Senigallia, 20161, Milano MI

Storia del luogo

Composta da 4 edifici di 10 piani ciascuno, era la sede della banca BNL SAI e di altre aziende, ma da più di 15 anni l’intero complesso è vuoto.

Una storia

"Quasi 50 anni fa qui c’erano solo prati e a volte i pastori portavano le pecore a pascolare, le portavano con i camion, ma era bellissimo alzare le tapparelle e vedere greggi di pecorelle pascolare sotto casa. Successivamente credo che sia nato il campo di allenamento del Milan….ma poi anni dopo Ligresti costruì questi palazzoni." Al centro dei 4 palazzi c’è un grande parcheggio ed è presente anche un’enorme area, un tempo destinata agli ex ristoranti self service utilizzati dai numerosi impiegati delle aziende. Proprio perché sono spazi abbandonati da più di un decennio, è presente un servizio di sorveglianza giorno e notte per tutta l'area, ciononostante gli spazi rischiano di implodere e gli abitanti del quartiere assistono a questo scempio ogni giorno. Sogno la costituzione di cooperative di giovani ,dove ognuna possa gestire un piano con vendita di vari oggetti. Abbiamo case piene. Case da svuotare. Spesso saremmo disposti anche a regalare cose preziose e ancora utilizzabili che portiamo in discarica ma che avrebbero ancora tanta vita. Sogno un piano dove si vendano tavoli, un altro librerie, un altro divani, un altro vestiti, guardaroba casa, tovaglie lenzuola, lampade magari anche a prezzi simbolici. Un settore dedicato ai libri, con una biblioteca e delle sale lettura. Tutto in ordine. Vendita di fiori e piante per abbellire case, balconi, giardini, zone adottate dagli abitanti.. in modo ordinato e bello. Sogno che la palazzina dove credo siano presenti ancora le cucine possano essere riattivate per servizi di ristoranti self service e consegne di pasti a famiglie e ad anziani, ma anche a single e a tutti coloro che ne fanno richiesta, magari saltuariamente o in modo continuativo. Sogno cucine che distribuiscono pranzi e cene a gente che pagando può avere qualcosa di cucinato quando arriva a casa dal lavoro stanco morto e ha i bambini da lavare ed addormentare e ha bisogno di un piatto caldo da mettere in tavola.

Racconto di Liliana Morena

Stazione Fantasma

Stazione Fantasma

Via Pietro Giordani, 20147, Milano

Storia del luogo

Sulla carta avrebbe dovuto essere la grande stazione di Milano Sud, a uso di migliaia di pendolari. Progettata nel 1983 da Aldo Rossi, non è mai stata terminata. L'apertura era prevista per i primi anni ‘90, ma nel 1991 i lavori si interrompono e non ripartono più.

Una storia

Man mano che ci avvicinavamo alla città, appariva dal finestrino: una specie di mostro di cemento e ferro. Per anni ho viaggiato sul treno della linea Milano-Mortara e per anni è stato un elemento del mio paesaggio giornaliero, ogni anno sempre più colorato dalle tag e sempre più inghiottito dal verde. Quel “mostro” altro non è che lo scheletro di quella che sarebbe dovuta diventare, nei primi anni ‘90, la nuova stazione ferroviaria di San Cristoforo, progettata niente meno che dall’architetto Aldo Rossi. Doveva essere il terminal auto-cuccette e servire per il trasporto di auto sui treni diretti a Parigi, Lourdes ed anche per la Germania, ma da qui nessun treno è mai partito, così come nessun viaggiatore ci hai messo piede, perché la costruzione non è mai stata finita. Si è invece trasformato in rifugio di senzatetto e nomadi. Per anni mi sono chiesta cosa potesse e a cosa potesse servire, ad oggi mi auguro possa diventare un polo culturale aperto a tutta la città.

Racconto di Roberta

Ex Hotel Pasteur

Ex Hotel Pasteur

Via Guido Guinizelli, 22, 20127 Milano MI

Storia del luogo

L'hotel viene chiuso nel 2015. Nei primi anni 2000 partono lavori di ristrutturazione ma mai portati a termine. Nel febbraio 2020 l’edificio è stato usato come set per una serie tv sull’omicidio di Pierluigi Torregiani, scelto perché la ex gioielleria New Golden Market è l’unica a Milano ad aver conservato arredi e atmosfera autenticamente anni Settanta.

Una storia

Mi ricordo quando aprivo le finestre di casa e vedevo il via vai di persone con le valigie, entrare e uscire da quel palazzo di 7 piani, saranno passati almeno 10 anni da allora.” Quel palazzo era l’hotel Pasteur,un albergo elegante a 3 stelle, che su Tripadvisor e Expidia viene ancora recensito e descritto dagli avventori come “un buon hotel, con buona posizione (vicino all’ingresso della metro Pasteur), una buona colazione e camere comode.” L’hotel disponeva di 90 camere ed anche di un bar esclusivo, di un garage privato, di una sala riunioni, di una lavanderia e di un grande giardino esterno. Nel 2015 venne chiuso definitivamente, qualche anno dopo sarebbero dovuti partire i lavori per riaprire un nuovo hotel, ma alla fine i cantieri sono rimasti a metà. L’unica attività tutt'ora in funzione nello stabile è la gioielleria, aperta dagli anni ‘70. Oggi l’ex hotel si presenta come un edificio fantasma, senza più infissi, pieno di macerie, detriti e rifiuti di ogni tipo e diventato rifugio di clochard e senza fissa dimora come purtroppo ce ne sono tanti altri a Milano. Da anni la situazione è sempre la stessa; nel settembre 2024, l’associazione “Abitare in via Padova” ha organizzato una festa di quartiere proprio davanti all’ex hotel. L'obiettivo era sensibilizzare la cittadinanza e chiedere alle istituzioni di trasformare i palazzi abbandonati in abitazioni in affitto sociale a prezzi accessibili per studenti, precari e famiglie in difficoltà . Mi piacerebbe vedere un cambiamento, da ecomostro abbandonato a case per chi abita Milano, cercando di risolvere l’emergenza abitativa.

Racconto di Giuliana

Agorà, Palazzo del Ghiaccio

Agorà, Palazzo del Ghiaccio

Via dei Ciclamini, 23, 20147 Milano MI

Storia del luogo

Nel 1989 nasce per volere di Renato Massa (ex Presidente dell'Hockey Club Milano) e di sua moglie Rosa Bianco Selvaggio con il nome di Palacandy. Dal 18 gennaio 2023 la struttura è chiusa in attesa di riqualificazione e nuova gestione. Il 20 novembre 2025 la Giunta comunale di Milano ha dichiarato l’avvio dei lavori di ristrutturazione, che avranno la durata di 9 mesi circa, per  farne “la casa del pattinaggio e dell'hockey”. Vogliamo augurarci che il recupero dell’edificio fosse stato valutato già prima della costruzione dell’Arena Santa Giulia che ospiterà, appunto, le gare olimpiche di hockey.

Una storia

“Quante pattinate, e relative cadute sul ghiaccio, partite di hockey….qui una volta venni perfino invitato ad un primo appuntamento” L’Agorà o meglio l’ex palazzo del ghiaccio, è sempre stato dietro a casa mia, per questo motivo trascorrevo spesso i miei fine settimana qui. Ci andavo a vedere giocare l’Hockey Milano Bears Rossoblu, a pattinare ma anche solo per fare un salto al bar. Era un luogo sempre molto frequentato. L’edificio non è mai stato granchè bello, perchè ha una forma spigolosa e non è minimamente circondato dal verde. Da un paio di anni è in stato di abbandono e purtroppo ha subito vari atti vandalici, è stato persino incendiato tre volte! Recentemente è stato occupato da Fridays for future e altri collettivi per tre giorni, per protestare contro le Olimpiadi a Milano, in questa occasione vennero organizzati eventi e lezioni di sport. In quei giorni il palazzetto sembrava rivivere. Mi piacerebbe che potesse riaprire e tornare ad essere un luogo di sport e di socialità. Peccato non aver sfruttato la “ scusa” delle Olimpiadi per tornare in funzione, una vera e propria occasione persa.

Racconto di Alberto

Ex cinema Arti

Ex cinema Arti

Via Pietro Mascagni, 8, 20122 Milano MI

Storia del luogo

Negli anni ‘30 del 900 nasce come Casa del Dirigente dell’Opera Nazionale Balilla. Negli anni ‘50 si trasforma in cinema. Nel 2011 viene chiuso definitivamente.  A fine estate 2025 sono iniziati i lavori di demolizione per la costruzione di un hotel. Riassumendo: turisti 1 -  abitanti 0.

Una storia

“Qui a tre anni vidi il mio primo film al cinema: era Red e Toby. Non ricordo molto del cartone, né dell’esperienza, ricordo solo che sprofondavo nella poltrona.” Quando ero bimbetta il cinema in questione era un luogo esclusivo per noi piccoli. Proiettavano solo film d'animazione della Disney, che ai tempi aveva praticamente il monopolio dei film per i giovanissimi. Ricordo che l'edificio aveva un sapore anni 60, l'ingresso aveva le porte di vetro scuro e quando entravi nella sala di proiezione le pareti erano dipinte di blu quasi fino al soffitto. Tranne che per una cornice bianca che girava tutto intorno e sopra c'erano disegnati tutti i personaggi Disney. La forma della sala era un rettangolo stretto e lungo, in pendenza e senza gradini. Non c'era il bar, non c'erano i pop corn, ma c'era la "maschera" che durante l'intervallo passava e ti vendeva "le bomboniere" o il "cornetto" dell'Algida, come bevande c'erano solo la Coca Cola e la Fanta. Col passare del tempo i film sono passati dal genere "film d'animazione" al genere "film per ragazzi". Negli anni 2000 lo chiusero, che tristezza. Fu un peccato, era un luogo protetto per i bambini e ragazzi, un modo intelligente per farli avvicinare al mondo della cinematografia. Qualcosa che oggi a Milano non c’è. Che bello se il cinema Arti potesse ritornare ad essere un luogo di incontro e di cultura, con un occhio di riguardo per gli eventi dedicati ai più piccoli.”

Racconto di Giovanna

Racconta un vuoto!

Conosci anche tu un luogo vuoto?
Un luogo abbandonato, “ingombrante”: un intero edificio, per esempio.

Se ti va di raccontarcelo, per cominciare lo pubblicheremo qui, insieme agli altri.
Poi insieme possiamo immaginare cosa potrebbe diventare.

Racconta un vuoto →

Oggi raccontiamo il passato di questi luoghi.
Domani ci piacerebbe immaginare insieme una seconda vita per questi spazi.
Stay tuned!