CENTRI BALNEARI. OLTRE 200 DOCENTI UNIVERSITARI, URBANISTI E MEDICI SCRIVONO AL SINDACO SALA PER CHIEDERE DI RIAPRIRE CON UN PROGETTO PUBBLICO LE PISCINE SCARIONI E ARGELATI ED EVITARE LA PRIVATIZZAZIONE COME ACCADUTO PER IL LIDO

Tra i firmatari il sociologo Maurizio Ambrosini, l’ex pallavolista della nazionale Andrea Zorzi, gli ex assessori Bisconti e Balducci, i docenti di urbanistica Bricocoli, Pasqui, Granata, Bruzzese e molti medici di famiglia e ospedalieri

Milano, 14 novembre 2024 – Un appello con 200 firme di docenti e ricercatori delle università milanesi, medici e professionisti del mondo della salute e dello sport, è stato recapitato al Sindaco Sala, alla Giunta Comunale e al Consiglio Comunale per chiedere un cambio di rotta nella linea politica che ha portato alla privatizzazione della gestione del Lido e che ora rischia di vedere lo stesso destino per le piscine Argelati e Scarioni. Tutti e tutte possono firmare l’appello qui: Milano Balneare. L’appello è stato scritto dai professori del Politecnico di Milano Antonio Longo e Alessandro Coppola in collaborazione con la campagna di mobilitazione “Sai che puoi?”, a partire da questo report più esteso.

I centri balneari non possono venire considerati solo un freddo problema di bilancio da risolvere esternalizzando la gestione a soggetti privati profit, devono essere trattati come un vero e proprio servizio pubblico, dove la differenza economica tra entrate e uscite rappresenta proprio un orgoglioso investimento pubblico nel benessere e nella salute delle persone. Nell’appello si evidenzia come questi luoghi possano e debbano essere cruciali nelle politiche pubbliche urbane per ridurre le disuguaglianze e mitigare gli impatti della crisi climatiche sulle fasce sociali più vulnerabili.

“L’obiettivo di questo appello, non è quello di “demonizzare i privati” ma di ritrovare il senso dell’iniziativa pubblica, in cui sia la politica a guidare il cambiamento e a orientare gli investimenti del privato. Non il contrario”. Lo dichiarano i professori universitari Antonio Longo e Alessandro Coppola con Francesca Arduini, attivista di “Sai che puoi?”. “Le oltre 200 firme di studiose, studiosi e medici dimostrano che un’ampia comunità di persone che hanno a cuore la salute delle persone che vivono a Milano ritiene di fondamentale importanza che i centri balneari rimangano economicamente e socialmente accessibili. Speriamo che il Comune ci ascolti”

Cosa dice l’appello Milano Balneare

Milano ha storicamente garantito a chi trascorreva l’estate nell’area metropolitana un’offerta pubblica di cui provare orgoglio: i centri balneari pubblici con accesso a tariffe comunali, abbordabili da tutte le persone. Luoghi dove l’architettura di qualità di inizio e metà ‘900 si è messa al servizio di funzioni popolari, di refrigerio, riposo, socialità. […] luoghi di urbanità che hanno permesso a centinaia di migliaia di persone, anche quelle con poco reddito, di stare insieme in quadro di diversità sociale e anagrafica, circostanza sempre più rara in una città sempre più diseguale e polarizzata.

Oggi, fattori come le sempre più ridotte dimensioni degli appartamenti per chi vive sola o il crescente sovraffollamento per chi – studenti, lavoratori single – vive in condivisione, la mancanza di spazi all’aperto nei condomini e di disponibilità economica per ‘fuggire dalla città’ in luglio e agosto impongono di indirizzare più le risorse verso azioni che mitighino gli effetti della crisi climatica, in particolare per chi ha meno risorse economiche.

Eppure tre di questi centri – Lido, Scarioni, Argelati – da circa sei anni sono stati progressivamente abbandonati e chiusi e rischiano ora di vedere snaturata la propria destinazione, trasformandosi in luoghi di servizi sportivi privati che vanno ad acuire ulteriormente – e non più a ridurre – le diseguaglianze sociali. Per uno di questi, il Centro Balneare Lido, il destino dei prossimi quarantadue anni è purtroppo già scritto: come conseguenza dell’accoglimento del partenariato pubblico privato proposto da una multinazionale profit spagnola, la storica vasca per la balneazione – il lido estivo dei milanesi – si trasformerà in una fontana decorativa (non più dedita alla balneazione), saranno costruite nuove attrezzature sportive e il centro, pur convenzionato, vedrà le proprie tariffe ordinarie di accesso ‘uscire’ dal circuito delle tariffe comunali (peraltro già superiori a città come Berlino e Parigi). Per i centri balneari Scarioni e Argelati – anch’essi al centro dell’interesse del mercato, cioè della stessa società profit – il Comune di Milano non ha ancora perfezionato convenzioni vincolanti ed è quindi nelle condizioni di dare seguito a scelte diverse.

Le tre richieste dell’appello Milano Balneare

1) intraprendere un progetto a guida pubblica per riaprire i centri balneari Scarioni e Argelati preservandone la destinazione degli spazi e garantendo l’accesso a tariffe comunali. 

2) aprire alla balneazione estiva il lago del Parco Nord a Niguarda, che per questa funzione è stato realizzato ma mai aperto, la Darsena, con le adeguate misure di sicurezza

3) intraprendere un percorso per affrontare in modo coraggioso e innovativo il tema della vivibilità della città in tempi di cambiamenti climatici

L’appello è stato inviato al Sindaco e alla Giunta il 14 ottobre scorso senza al momento ricevere risposta. La raccolta firma è ora pubblica sul sito: www.saichepuoi.it/milanobalneare 

I primi 200 firmatari, tra cui:

Vittorio Agnoletto (Medico, professore a contratto Università degli Studi di Milano)
Paola Agnoletto (Docente Universitaria – Presidente Movimento Milano Civica)
Maurizio Ambrosini (Docente universitario e sociologo)
Stefano Arduini (Giornalista)
Alessandro Balducci (Docente Universitario)
Chiara Bisconti (Consulente esperta di lavoro agile e benessere)
Matteo Bolocan (Docente universitario)
Massimo Bricocoli (Professore Universitario)
Antonella Bruzzese (Professoressa Associata di Urbanistica, Politecnico di Milano)
Marco Cappato (Presidente Eumans)
Daniele Checchi (Professore emerito Università degli Studi di Milano)
Francesca Cognetti (Professoressa universitaria, Politecnico di Milano)
Alessandro Coppola (Professore associato di urbanistica)
Paolo Dalla Sega (Docente, Università Cattolica)
Fabrizio Frates (Allenatore di pallacanestro professionistica)
Daniela Gasparini (Associazione Amici Parco Nord, già sindaca di Cinisello Balsamo e deputata della Repubblica)
Anna Gerometta (Avvocato e Presidente Cittadini per l’Aria)
Elena Granata (Docente Politecnico)
Antonio Longo (Architetto e docente universitario di urbanistica e paesaggio)
Susanna Magistretti (Presidente cooperativa sociale Cascina Bollate onlus)
Laura Montedoro (Professore universitario, Politecnico di Milano)
Fernando Nogueira (Assistant professor, University of Aveiro, Department of social, political and territorial sciences)
Paola Palazzi (Medico, Presidente Associazione Milano in Salute)
Gabriele Pasqui (Docente universitario)
Paolo Pileri (Professore universitario)
Gavan Rafferty (Course Director | BSc/MSci Planning, Regeneration and Development – Ulster University)
Luca Rossetti (Presidente di B-CAM Cooperativa Sociale)
Gianluca Ruggieri (Ricercatore, Università dell’Insubria)
Simona Sacchi (Professore universitario in Psicologia Sociale)
Alessandra Sala (Direttrice Scientifica Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica Milano)
Paola Savoldi (Professoressa universitaria, Politecnico di Milano)
Federica Verona (Urbanista)
Paola Viganò (Professoressa universitaria)
Andrea Zorzi (Giornalista, formatore, ex pallavolista)

Ufficio stampa “SAI CHE PUOI?”

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